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Videosorveglianza e diritto di accesso: il caso Lidl che ha fatto infuriare il Garante Privacy

Comitato Editoriale NakedPact
Reviewer: Carmelo G.
Comitato Editoriale NakedPact
19 luglio 2026
10 min di lettura
Videosorveglianza e diritto di accesso: il caso Lidl che ha fatto infuriare il Garante Privacy

Il diritto di accesso non è un optional: la lezione di Lidl

Immagina di chiedere al tuo supermercato di vedere le immagini delle telecamere che ti hanno ripreso, e loro ti rispondono con un modulo di 10 pagine e ti chiedono di specificare esattamente quale telecamera e a che ora. Sembra assurdo? Eppure è quello che è successo con Lidl, e il Garante Privacy non l'ha presa bene.

Il Garante ha sanzionato Lidl per aver ostacolato l'esercizio del diritto di accesso ai dati personali, in particolare alle immagini di videosorveglianza. La multa? 2 milioni di euro. Il messaggio? I moduli interni e le procedure aziendali non possono limitare un diritto fondamentale del GDPR.

Il GDPR (art. 15) garantisce a ogni persona il diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che la riguardano, e di riceverne copia. Per la videosorveglianza, ciò include le immagini che ritraggono l'interessato. Le aziende non possono imporre procedure burocratiche eccessive o richiedere informazioni non necessarie per ostacolare l'accesso.

Il caso Lidl: cosa è successo esattamente?

Un cliente ha chiesto a Lidl di accedere alle immagini delle telecamere che lo avevano ripreso durante una visita al punto vendita. Lidl ha risposto chiedendo di compilare un modulo dettagliato, specificando data, ora esatta e telecamera. Il Garante ha ritenuto che questa procedura fosse eccessivamente onerosa e tale da scoraggiare l'esercizio del diritto.

In pratica, Lidl ha messo il carico della prova sul cliente, chiedendogli di sapere esattamente dove e quando era stato ripreso. Ma il diritto di accesso non funziona così: spetta al titolare del trattamento identificare i dati, non all'interessato.

Lezioni per le aziende: come gestire le richieste di accesso

Il caso Lidl offre indicazioni operative preziose. Ecco cosa fare (e non fare):

  • Non chiedere troppi dettagli: Se un cliente chiede le immagini di videosorveglianza, non pretendere che ti dica esattamente telecamera e ora. Basta un intervallo di tempo ragionevole.
  • Semplifica i moduli: I moduli di richiesta devono essere facili da compilare e non devono scoraggiare l'utente. Un modulo di 10 pagine è un chiaro ostacolo.
  • Rispondi tempestivamente: Il GDPR prevede 30 giorni per rispondere, prorogabili di altri 60 solo in casi complessi. Non fare melina.
  • Forma il personale: I dipendenti devono sapere come gestire le richieste di accesso, senza rimbalzare il cliente da un ufficio all'altro.

Videosorveglianza e privacy: un equilibrio delicato

La videosorveglianza è uno strumento legittimo per la sicurezza, ma non può trasformarsi in una scusa per violare la privacy. Le telecamere raccolgono dati personali (le immagini) e quindi rientrano nel GDPR. Le aziende devono bilanciare le esigenze di sicurezza con i diritti degli interessati.

Un consiglio pratico: se usi la videosorveglianza, prepara una procedura chiara per l'accesso. Non aspettare di ricevere una richiesta per improvvisare. Come dice il Garante, meglio prevenire che curare.

FAQ

Posso chiedere a un supermercato di vedere le immagini delle telecamere che mi riguardano?

Sì, hai il diritto di accesso ai sensi dell'art. 15 GDPR. Devi fare una richiesta formale, ma il supermercato non può chiederti dettagli eccessivi come l'esatta telecamera o l'ora precisa.

Cosa rischio se come azienda ostacolo il diritto di accesso?

Rischi sanzioni fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo globale. Il caso Lidl è un esempio: multa da 2 milioni per procedure troppo complesse.

Devo conservare le immagini di videosorveglianza per un tempo indefinito?

No, il GDPR impone la limitazione della conservazione. In genere, le immagini vanno cancellate dopo 24-72 ore, salvo esigenze specifiche (es. indagini in corso).

Checklist per gestire le richieste di accesso GDPR

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