Torna al Blog
LegalTech & IA

Tracking pixel nelle email: il Garante dà sei mesi di tempo per chiedere il permesso (e non è una lamentela)

Comitato Editoriale NakedPact
Reviewer: Carmelo G.
Comitato Editoriale NakedPact
18 luglio 2026
10 min di lettura
Tracking pixel nelle email: il Garante dà sei mesi di tempo per chiedere il permesso (e non è una lamentela)

Cosa sono i tracking pixel e perché il Garante ha deciso di intervenire

Se hai mai aperto una newsletter e hai notato che il mittente sapeva esattamente quando l'hai letta, su quale dispositivo e per quanto tempo, hai incontrato un tracking pixel. Invisibile, piccolo, ma potentissimo. Il Garante per la privacy ha appena pubblicato linee guida che lo mettono al guinzaglio: d'ora in poi per usarlo serve il consenso esplicito dell'utente.

Non è una crociata contro la tecnologia, ma un tentativo di restituire il controllo agli utenti, che spesso non sanno nemmeno di essere tracciati. Lo dice anche la normativa europea (GDPR), che già prevedeva questo principio, ma le linee guida italiane lo rendono più concreto. Documento ufficiale del Garante.

I tracking pixel sono immagini trasparenti di 1x1 pixel inserite nelle email che, una volta caricate, inviano al mittente informazioni come l'apertura, l'indirizzo IP e il tipo di dispositivo. Senza consenso, ora sono illecite.

Consenso obbligatorio: non è un'opzione, è una regola

Non basta più scrivere in calce “questa email contiene pixel di tracciamento” e sperare che nessuno se ne accorga. Il consenso deve essere libero, specifico, informato e inequivocabile. Tradotto: dovete chiedere esplicitamente prima di iniziare a tracciare. E se l'utente dice no, niente pixel.

Molte aziende si affidano ai pixel per misurare l'efficacia delle campagne, ma finora lo facevano in una zona grigia. Ora il Garante ha acceso i riflettori. E ha concesso sei mesi per adeguarsi: un tempo ragionevole per rivedere le proprie policy e implementare meccanismi di consenso.

Se pensate che leggere le linee guida sia divertente quanto pulire le fughe del bagno con uno spazzolino da denti, vi capisco. Ma fidatevi: è meglio adeguarsi subito che ricevere una multa salata. E poi, come dicono i designer, less is more: se la vostra newsletter è bella, non avete bisogno di sapere chi l'ha aperta millisecondo per millisecondo.

Cosa devono fare le aziende (e cosa no)

Checklist per essere in regola entro sei mesi

  • Audit interno: mappare tutti i pixel tracking attualmente utilizzati nelle email.
  • Identificare la base giuridica: il consenso è l'unica strada percorribile per i pixel. Non basta il legittimo interesse.
  • Implementare un modulo di consenso granulare: l'utente deve poter accettare o rifiutare il tracciamento separatamente dal consenso alla ricezione della newsletter.
  • Aggiornare la privacy policy: indicare chiaramente quali dati vengono raccolti tramite pixel e per quali finalità.
  • Predisporre un meccanismo di revoca facile: l'utente deve poter cambiare idea in qualsiasi momento, senza intoppi.

Non è così terribile, vero? Anzi, potrebbe essere l'occasione per fare pulizia e guadagnare la fiducia dei vostri abbonati. E la fiducia, si sa, vale più di mille dati raccolti a tradimento.

FAQ

I tracking pixel sono legali con il nuovo regolamento?

Sì, ma solo se si ottiene il consenso esplicito dell'utente prima di attivarli. Non è più sufficiente informare in calce all'email.

Cosa succede se non mi adeguo entro sei mesi?

Il Garante può applicare sanzioni amministrative fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo globale, a seconda di quale sia maggiore.

Il consenso può essere implicito o deve essere esplicito?

Deve essere esplicito: l'utente deve compiere un'azione positiva (es. cliccare una casella) per acconsentire al tracciamento.

Checklist per adeguarsi in 6 mesi

Audit internoMappa tutti i pixel tracking attualmente usati.
Consenso granulareImplementa un modulo separato per il tracciamento.
Privacy policy aggiornataIncludi dettagli su pixel, dati raccolti e finalità.
Revoca facilePermetti all'utente di ritirare il consenso con un click.
Formazione internaSpiega al team le nuove regole e le sanzioni.
NakedPact Logo

Comitato Editoriale NakedPact

Articolo ideato dalla redazione di NakedPact. La nostra missione è analizzare, semplificare e svelare le clausole vessatorie e i rischi nascosti presenti nei contratti di uso quotidiano, per proteggere i cittadini e i consumatori.

Sei titolare di un sito web?

Sei titolare di un sito web?

Vuoi comunicare ai tuoi utenti la tua trasparenza nel trattare i dati? Utilizza in maniera dinamica il nostro badge e mostra la conformità della tua piattaforma.

🛡️ Proteggi i tuoi diritti con un clic

Non rischiare di firmare clausole abusive. Installa l'estensione gratuita di NakedPact per Chrome o Firefox e analizza all'istante qualsiasi contratto sul web.

Non fidarti, verifica.

Ora che sai quali sono i rischi, non firmare alla cieca. Carica il tuo contratto su NakedPact e lascia che l'Intelligenza Artificiale trovi le clausole nascoste per te. È 100% gratuito.

Analizza il tuo Contratto Ora

Rispettiamo la tua privacy

Usiamo i cookie per migliorare la tua esperienza e personalizzare gli annunci. Scopri di più.

NakedPact Logo

Estensione Chrome

Analizza i contratti e i Termini di Servizio direttamente sul tuo browser con l'estensione NakedPact.