Precatórios 2026: le nuove regole del TJ-SP che cambiano tutto (e come prepararsi)

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Se pensavi che la burocrazia dei precatórios fosse già abbastanza noiosa da far sembrare interessante una riunione di condominio, preparati: il TJ-SP ha appena alzato l'asticella. Con l'Emenda Costituzionale nº 136/2025, il regime di pagamento dei debiti giudiziari è stato rivoluzionato, e le nuove regole pubblicate dal Tribunale di Giustizia di San Paolo introducono obblighi e scadenze concrete che impattano direttamente su enti pubblici e creditori. Niente più attese indefinite: ora c'è un calendario da rispettare, e chi sbaglia paga (letteralmente).
Cosa cambia con l'Emenda Costituzionale 136/2025?
L'Emenda Costituzionale 136/2025 ha modificato il regime di pagamento dei precatórios, introducendo nuovi limiti di bilancio e meccanismi di accordo diretto. In pratica, gli enti pubblici possono ora proporre accordi con sconti fino al 40% per i crediti di piccola entità, ma con scadenze ferree. Il TJ-SP ha recepito queste novità con un atto normativo che specifica le procedure per il 2026.
Le scadenze da segnare sul calendario
Il TJ-SP ha stabilito che gli enti pubblici devono presentare le proposte di accordo entro il 31 marzo 2026. I creditori, dal canto loro, hanno tempo fino al 30 giugno 2026 per aderire. Dopo questa data, niente più sconti: si torna al regime ordinario, con pagamenti dilazionati in 10 anni. Insomma, è un po' come quando il supermercato fa lo sconto del 40% sui prodotti in scadenza: se non lo prendi subito, dopo lo paghi a prezzo pieno.
Obblighi di trasparenza e comunicazione
Le nuove regole impongono agli enti pubblici di pubblicare un elenco dettagliato dei precatórios oggetto di accordo, con importi, sconti e condizioni. I creditori devono essere informati tramite posta elettronica certificata o pubblicazione sul sito ufficiale. Se l'ente non rispetta questi obblighi, l'accordo decade e si applicano le sanzioni previste dalla legge.
Impatto per gli enti pubblici: meno margine di manovra
Per i comuni e lo stato di San Paolo, le nuove regole significano meno flessibilità. I limiti di bilancio sono più stringenti, e gli accordi devono essere approvati entro il 31 dicembre 2026. In pratica, se un ente non riesce a chiudere gli accordi entro l'anno, i crediti tornano in coda e si accumulano interessi. Un po' come quando non paghi la bolletta entro la scadenza: poi arriva la mora.
Opportunità per i creditori: sconti sì, ma con cautela
Per i creditori, l'accordo può essere una manna dal cielo: invece di aspettare anni, si incassa subito (con uno sconto). Ma attenzione: le nuove regole richiedono che il credito sia liquido e certo, e che non ci siano contestazioni in corso. Inoltre, l'adesione all'accordo è irrevocabile: una volta accettato, non si può tornare indietro. Quindi, prima di firmare, meglio consultare un avvocato specializzato.
Come prepararsi per il 2026
Se sei un ente pubblico, inizia a mappare tutti i precatórios in sospeso e calcola i margini di sconto. Se sei un creditore, verifica lo stato del tuo credito e prepara la documentazione necessaria. Il TJ-SP ha messo a disposizione un portale online per la gestione degli accordi, ma è meglio non aspettare l'ultimo minuto: la scadenza del 30 giugno 2026 arriverà più velocemente di quanto pensi.
Per approfondire, consulta il testo integrale dell'Emenda Costituzionale 136/2025 e l'atto normativo del TJ-SP.

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