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LegalTech & IA

Polizia con l'IA: il Senato dice sì, ma il Garante frena. Ecco perché la tua privacy è al centro

Редакционный комитет NakedPact
Reviewer: Carmelo G.
Comitato Editoriale NakedPact
27 июля 2026 г.
10 min чтения
Polizia con l'IA: il Senato dice sì, ma il Garante frena. Ecco perché la tua privacy è al centro

Il via libera (con riserva) del Senato

Il Senato ha appena dato il primo ok allo schema di decreto che introduce l'uso dell'intelligenza artificiale nelle attività di polizia. Ma attenzione: non è un lasciapassare totale. Il Garante Privacy ha già messo nero su bianco una serie di richieste di modifica sostanziali, soprattutto su biometria, banche dati e riconoscimento facciale. In pratica, il governo vuole correre, ma il Garante frena: e forse è meglio così.

Perché è importante? Perché questo decreto non riguarda solo i poliziotti, ma anche le aziende che sviluppano queste tecnologie e, ovviamente, noi cittadini. Se l'IA viene usata male, i diritti fondamentali vanno a farsi benedire. E qui entra in gioco l'AI Act europeo, che il Garante cita come bussola.

Le richieste del Garante: cosa non va

Il Garante ha chiesto di rivedere le norme su tre fronti caldi: l'uso della biometria, l'accesso alle banche dati e il riconoscimento facciale in tempo reale. Non è un no secco, ma un 'sì, però...'. E i 'però' sono pesanti.

Ad esempio, il riconoscimento facciale in luoghi pubblici è una pratica che può trasformare una città in un grande fratello. Il Garante chiede che venga limitato a casi eccezionali, con autorizzazione preventiva di un giudice. Insomma, niente 'sceriffi digitali' senza controllo.

Il nodo dell'AI Act

L'AI Act europeo classifica l'uso dell'IA in ambito di polizia come 'alto rischio'. Questo significa che deve rispettare requisiti stringenti di trasparenza, sicurezza e supervisione umana. Il decreto italiano, secondo il Garante, non è ancora allineato. E non è un dettaglio da poco: se l'Italia vuole essere un hub tecnologico, deve giocare secondo le regole europee.

Per le aziende che sviluppano sistemi di riconoscimento facciale o analisi predittiva, questo significa adeguarsi a standard più severi. Ma è anche un'opportunità: chi investe in conformità sarà avvantaggiato nel mercato unico digitale.

Cosa cambia per te (cittadino)

Se sei una persona normale, questo decreto ti tocca più di quanto pensi. Immagina di camminare per strada e sapere che una telecamera con IA può identificarti in tempo reale. O che un algoritmo decida se sei un potenziale sospetto. Non è fantascienza, è il futuro che il decreto vuole regolamentare.

Il Garante chiede che tu venga informato quando vieni sottoposto a questi sistemi, e che tu possa contestare le decisioni automatizzate. Insomma, niente più 'scatole nere' che decidono per te senza appello.

Il parere delle aziende: tra opportunità e oneri

Le aziende che sviluppano IA per la sicurezza vedono nel decreto una chance per crescere. Ma i requisiti del Garante potrebbero rallentare l'innovazione. È un equilibrio delicato: da un lato, la necessità di strumenti efficaci per la lotta al crimine; dall'altro, la tutela dei diritti.

Un po' come quando devi scegliere tra un'auto potente e una sicura: vorresti entrambe, ma devi trovare il compromesso. Il Garante sta dicendo: 'Va bene la potenza, ma mettiamo anche gli airbag'.

Il futuro: cosa aspettarsi

Il decreto non è ancora legge: deve passare alla Camera e poi essere definitivamente approvato. Ma il dibattito è già acceso. Il Garante ha promesso di vigilare, e l'AI Act sarà la sua arma. Se il governo non recepirà le modifiche, potrebbero esserci ricorsi e ritardi.

Per chi lavora nel settore, è il momento di studiare l'AI Act e prepararsi a standard più elevati. Per noi cittadini, è il momento di essere vigili e informati. Perché la privacy non è un optional, è un diritto.

Il decreto autorizza l'uso di sistemi di IA per attività di polizia, ma con limiti: niente riconoscimento facciale in tempo reale senza autorizzazione giudiziaria, e obbligo di informare i cittadini. Il Garante chiede modifiche per allinearsi all'AI Act europeo.

FAQ

Il riconoscimento facciale sarà usato liberamente dalla polizia?

No, il decreto prevede che il riconoscimento facciale in tempo reale sia consentito solo in casi eccezionali, come minacce terroristiche, e con autorizzazione di un giudice. Il Garante chiede che questi casi siano ancora più ristretti.

Le aziende che sviluppano IA per la polizia avranno nuovi obblighi?

Sì, dovranno rispettare i requisiti dell'AI Act per i sistemi ad alto rischio, come la trasparenza degli algoritmi e la supervisione umana. Il Garante chiede che il decreto specifichi meglio questi obblighi.

Cosa posso fare se vengo identificato da un sistema di IA?

Hai il diritto di essere informato dell'uso di questi sistemi e di contestare le decisioni automatizzate che ti riguardano. Il Garante sta lavorando per garantire che questi diritti siano effettivi.

Livello di rischio IA per la polizia

Basso
Medio
Alto
Alto rischio (AI Act)
Rischio medio
Rischio basso
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